Cosa vedere nell'isola della Giudecca a Venezia
Tra hotel iconici, orti segreti, alta gastronomia e botteghe artigiane

Guida all’Isola della Giudecca a Venezia: tra hotel iconici, orti segreti, alta gastronomia e botteghe artigiane. Tutto il fascino autentico della laguna.
Separata dal cuore di Venezia dal profondo canale che le dà il nome, l’Isola della Giudecca è da sempre un affascinante mondo a sé stante. Se nel Rinascimento era il luogo delle delizie — dove nobili e intellettuali si isolavano tra giardini segreti —, nell’Ottocento la Giudecca ha vissuto una straordinaria epopea industriale, trasformandosi nell’anima produttiva di Venezia con mulini, fabbriche e cantieri.
Oggi, l’isola continua a custodire questa doppia anima, in cui il fascino della Venezia più autentica dialoga con l’arte contemporanea internazionale e il lusso dell’ospitalità senza tempo.


La Punta Orientale: icone dell’hôtellerie e alta gastronomia
Il nostro viaggio non può che iniziare sulla punta orientale dell’isola, laddove la laguna si apre verso l’Isola di San Giorgio Maggiore.
Hotel Cipriani, A Belmond Hotel
Qui sorge l’Hotel Cipriani, A Belmond Hotel, Venice, una delle icone dell’ospitalità mondiale. Fondato negli anni ’50 da Giuseppe Cipriani (già inventore del celebre Harry’s Bar) e oggi parte del gruppo del lusso LVMH, varcare la sua soglia significa entrare in un mondo parallelo.
L’hotel accoglie gli ospiti tra giardini profumati, una leggendaria piscina olimpionica d’acqua salata e un’eleganza senza tempo che negli anni ha ammaliato dive del cinema, capi di Stato e reali di tutto il mondo.

Harry’s Dolci
Poco più avanti, passeggiando lungo le ampie fondamenta, ci si ferma da Harry’s Dolci, luogo d’elezione a pranzo o a cena per assaggiare i celebri piatti firmati da Arrigo Cipriani. È il punto perfetto per ammirare le barche che scivolano lente sul Canale della Giudecca degustando i classici tagliolini gratinati con il prosciutto e l’originale drink Bellini — preparato rigorosamente con nettare di pesche bianche fresche schiacciate a mano e Prosecco.


Arte, architettura e ospitalità d’autore
Casa dei Tre Oci: il cenacolo di filosofia e cultura
Continuando la camminata lungo la fondamenta, si incontra la Casa dei Tre Oci, splendido palazzo neogotico che cattura lo sguardo con le sue grandi e insolite finestre a forma di occhio, progettate dall’artista Mario De Maria all’inizio del Novecento in memoria della figlia scomparsa. Oggi la Casa dei Tre Oci ha aperto un nuovo capitolo come prestigiosa sede europea del Berggruen Institute Europe, trasformandosi in un cenacolo internazionale di filosofia, arte e cultura contemporanea.

Airelles Palladio Venice: il nuovo rifugio di lusso
Poco distante, racchiuso dietro una facciata che porta la firma del genio di Andrea Palladio, sorge il nuovo Airelles Palladio Venice. Ex convento cinquecentesco convertito in una dimora di straordinario fascino, al suo interno cela monumentali giardini segreti e una SPA d’avanguardia, dove il silenzio e la bellezza storica offrono una rigenerazione totale dell’anima.

La struttura ospita destinazioni culinarie d’eccezione:
Zitelle Bacaro: un bacaro chic dotato di dehors con vista panoramica su Piazza San Marco.
abc kitchens Palladio: spazio gastronomico che unisce la cucina internazionale dello chef Jean-Georges Vongerichten e la pasticceria d’autore firmata da Cédric Grolet.


Artigianato artistico e tradizioni lagunari
Oci Venezia: calzature d’autore su misura
Prima di addentrarsi nel cuore dell’isola, una piccola deviazione porta da Oci Venezia, atelier e laboratorio di calzature artigianali dove nascono scarpe e borse che rendono omaggio alle geometrie della città. Tra intrecci di pelle eseguiti a mano su forme di legno, le linee degli accessori ricalcano i motivi degli eleganti sagrati in pietra e le facciate in mattoni bicolori dell’architettura veneziana, trasformando l’antica sapienza dei caleghèri in un manifesto di design contemporaneo da indossare (visitabile su appuntamento).


Materialmente Venezia: l’arte in ferro che racconta la Laguna
Materialmente è un’officina, o meglio un laboratorio alchemico (visitabile su appuntamento), dove vengono realizzati a mano oggetti stupendi come i pesci ornamentali realizzati in ferro e ottone, appendibili al muro o in sospensione dal soffitto, e i monili con frasi veneziane come “duri i banchi” (espressione veneziana che significa “tenere duro” di fronte alle difficoltà).

Trattoria Altanella e la Giudecca più intima
A metà della fondamenta, la maestosa facciata della Chiesa del Redentore — eretta come ex-voto per la fine della terribile peste del 1576 — segna l’ingresso nella Giudecca più intima. Nascosta lungo un tranquillo canale interno, la Trattoria Altanella è un’istituzione gastronomica dal 1920. Gestita con passione dalla stessa famiglia da generazioni, vanta una deliziosa terrazza in legno (l’altanella) sospesa sull’acqua.
Qui si pranza all’ombra assaporando i piatti tradizionali della cucina lagunare come le Seppie al nero con polenta, il Baccalà mantecato e i Gnocchetti fatti in casa con il pesce. Sapori storici apprezzati nel tempo anche da celebri intellettuali e poeti, tra cui Ezra Pound.

Orti segreti, tessuti leggendari ed esperienze su misura
In Venetia Hortus Redemptoris
Proprio dietro l’imponente struttura del Redentore si cela l’In Venetia Hortus Redemptoris: l’antico Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore. Restaurato a cura della Venice Gardens Foundation, è stato aperto al pubblico per la prima volta nella sua storia e ospita un raffinato caffè con vista sulla Laguna.


Tessuti Fortuny e Palazzina Fortuny
Proseguendo verso la zona industriale ottocentesca, si incontra il luogo dove vive la leggenda di Mariano Fortuny. Nella storica Fabbrica Fortuny, fondata nel 1921, i celebri tessuti di cotone stampato vengono ancora oggi prodotti custodendo gelosamente i macchinari e i processi segreti ideati dall’artista catalano.
Adiacente alla fabbrica, la splendida Palazzina Fortuny accoglie gli ospiti in uno showroom che assomiglia a un museo privato, tra complementi d’arredo e opere d’arte che decorano le dimore più esclusive del pianeta.

Venetian Table: corsi di cucina in dimora privata
Per chi desidera un’esperienza ancora più approfondita, l’anima gourmet dell’isola si esprime nel progetto Venetian Table, ideato da Lisa Esclapon de Villeneuve e Patrizia Lombardi. Si tratta di un percorso immersivo tra corsi di cucina, cultura e convivialità all’interno di una splendida dimora privata, dove si impara l’arte della vera cucina veneziana partendo dalla scelta delle materie prime stagionali.

Archeologia industriale, cantieri navali e tramonti sul canale
Spazio Punch e CREA Cantieri del Contemporaneo
Poco distante, l’archeologia industriale si tinge di arte contemporanea. All’interno di ex magazzini per lo stoccaggio del sale e della birra sorgono lo Spazio Punch e CREA Cantieri del Contemporaneo. Questi spazi indipendenti rappresentano il fulcro della sperimentazione visiva alla Giudecca, ospitando mostre d’avanguardia, laboratori artistici, progetti editoriali e residenze d’artista capaci di attirare curatori da tutto il mondo.


Cantiere Nautico Crea: l’arte dei maestri d’ascia
Nel cuore della Giudecca artigiana, il Cantiere Nautico Crea guidato dal maestro d’ascia Gianfranco Crea rappresenta uno degli ultimi baluardi della costruzione tradizionale delle imbarcazioni veneziane. Vedere da vicino la nascita di una gondola — capolavoro asimmetrico composto da 8 legni diversi — o persino commissionarne una, è un’esperienza rara nel cuore pulsante dell’ingegneria lagunare.

Ristorante Aromi presso Hilton Molino Stucky
Il viaggio si conclude laddove l’isola mostra con orgoglio il suo passato industriale: al Ristorante Aromi, situato all’interno del maestoso complesso del Molino Stucky. Imponente mulino ottocentesco in stile neogotico sapientemente restaurato, la struttura è oggi un hotel a 5 stelle (Hilton Molino Stucky). Accomodarsi nella sua terrazza esterna, proprio in riva al Canale della Giudecca, offre una vista ineguagliabile al tramonto su Venezia mentre il cielo si tinge di rosa e oro. Qui, una cucina raffinatissima d’ispirazione mediterranea accompagna la fine di una giornata alla scoperta dell’isola più nobile, autentica e segreta della laguna.

