
Una guida per esplorare l’anima più glam e autentica di Capri: dai rifugi di design ai tavoli pieds-dans-l’eau, come vivere un weekend nell’isola seguendo l’istinto della bellezza.
Capri è una terra di contrasti eterni. È l’isola dove l’eco dell’imperatore Tiberio tra le rocce millenarie di Villa Jovis incontra il respiro dei versi di Neruda e il glamour degli yacht che solcano il blu cobalto del Tirreno. È la forza indomabile di uno scoglio che non accetta confini, sospeso tra il mito delle Sirene e il rito dell’aperitivo.
In questa guida firmata Secrets, esploriamo l’anima più autentica dell’isola: dai rifugi di design ai tavoli pieds-dans-l’eau, ecco come vivere un weekend a Capri seguendo l’istinto della bellezza.


L’arrivo: il rito cabrio di Marina Grande
Tutto inizia a Marina Grande. Appena sbarcati dagli aliscafi provenienti da Napoli o Sorrento, si entra in una messa in scena perfetta. Qui, gli iconici taxi decappottabili – vere sculture su ruote color pastello – vi condurranno verso il centro pulsante lungo i tornanti panoramici, offrendo i primi scorci di un’isola che toglie il fiato.

Dove dormire a Capri: l’ospitalità come forma d’arte
Scegliere dove soggiornare a Capri significa entrare in un sogno.
- Nel cuore del borgo: per chi cerca il silenzio nel centro dell’isola, l’Hotel La Minerva è un indirizzo imprescindibile. Gestito dalla famiglia Esposito da tre generazioni, è un rifugio di quiete dove le buganvillee incorniciano terrazze che sembrano salotti en plein air.
- Design e Glamour: se sognate l’atmosfera del Grand Tour reinterpretata in chiave contemporanea, il Capri Tiberio Palace vi conquisterà con il suo stile eclettico e la vista cinematografica sulle stradine di Capri.
- L’icona a picco sul mare: se invece preferite la pace fuori dal centro, l’Hotel Punta Tragara è una meta leggendaria. Progettata originariamente da Le Corbusier come una villa privata che doveva “emergere dalla roccia”, vanta la vista più magnetica dell’isola: affacciarsi dalle sue terrazze significa trovarsi sospesi esattamente sopra i Faraglioni, con il fragore delle onde che si infrange contro la pietra.

Il pranzo: pieds-dans-l’eau a La Fontelina
Non si può dire di aver vissuto Capri senza un passaggio a La Fontelina. Incastonato tra le scogliere proprio di fronte ai Faraglioni, questo beach club è l’essenza stessa del Mediterraneo. Qui, tra gli iconici ombrelloni a righe blu e bianche, il pranzo con vista è un’esperienza sensoriale che riconcilia con il mondo.
Non temete la risalita. Dopo una giornata di mare, La Fontelina mette a disposizione un servizio navetta a bordo di un tipico gozzo in legno che vi condurrà fino a Marina Piccola (allo Scoglio delle Sirene), da dove potrete rientrare comodamente in taxi verso la Piazzetta.


Anacapri: tra giardini di limoni e vette panoramiche
Per scoprire il lato più intimo e meno turistico dell’isola, bisogna salire ad Anacapri. Qui, una tappa fondamentale è Villa San Michele, la dimora del medico svedese Axel Munthe: un luogo magico dove l’archeologia classica si fonde con una natura rigogliosa. A pochi passi, dopo una pausa al suo Billy’s Bar panoramico, la seggiovia per il Monte Solaro vi porterà sul punto più alto dell’isola: da qui, lo sguardo abbraccia l’intero Golfo di Napoli fino a perdersi lungo la Costiera Amalfitana.
Per la cena, la scelta ricade su un’istituzione: Paolino. Potete raggiungerlo in taxi o, per i più avventurosi, scendendo i 921 gradini della storica Scala Fenicia. Da Paolino si cena sotto una volta infinita di limoni carichi di frutti, un’atmosfera immersiva che incarna il sogno della Dolce Vita e della cucina caprese più autentica.


Gastronomia e Dolce Vita vicino alla Piazzetta
Il centro di Capri offre contrasti culinari straordinari:
- Ristorante Aurora: per una cena che profuma di glamour internazionale, è una tappa obbligatoria. È il ristorante più antico dell’isola e un crocevia di celebrità. Imperdibile la loro celebre “pizza all’acqua”, sottile e croccante.
- Concettina ai Tre Santi: Ciro Oliva ha portato l’anima verace del Rione Sanità di Napoli direttamente nel blu di Capri, offrendo una pizza che è un manifesto di ricerca e identità.
- Il Piccolo: immancabile, infine, una sosta nella leggendaria Piazzetta. Sedersi ai tavolini de Il Piccolo per un aperitivo o una colazione significa avere un posto in prima fila nel salotto più famoso del mondo.
- E, novità dell’estate 2026, dove un tempo sorgeva El Divino, aprirà l’attesissimo Mhare Capri.


La Capri “selvaggia” e segreta
Per concludere il weekend, bisogna cercare la Capri più autentica. Dirigetevi verso l’Arco Naturale per scoprire Le Grottelle, una trattoria che offre cucina e genuina in una posizione mozzafiato sul mare.
A breve distanza, non perdete Villa Lysis, costruita nel 1904 dal barone Jacques d’Adelswärd-Fersen. Questa dimora, opera dell’architetto e pittore Édouard Chimot, è un inno all’estetismo: tra colonne ioniche, mosaici dorati e decorazioni Liberty, spicca la suggestiva “Stanza dell’Oppio”, testimonianza di una vita votata al bello, all’eccesso e all’arte.


E qui, tra il blu del mare, la natura selvaggia e gli yacht all’orizzonte, l’anima di Capri si rivela in tutta la sua bellezza.



























